John Harwood: l’inventore del movimento automatico
John Harwood (1893-1964) è una figura di spicco nella storia dell’orologeria, universalmente riconosciuto come l’inventore del primo orologio da polso automatico di successo commerciale. La sua innovazione ha rivoluzionato il modo in cui gli orologi venivano alimentati, eliminando la necessità di ricarica manuale e aprendo la strada a una nuova era di praticità e precisione.

Nato nel 1893 a Bolton, in Inghilterra, Harwood apprese l’arte dell’orologeria prima di prestare servizio nell’esercito britannico durante la Prima Guerra Mondiale. Fu proprio l’esperienza nelle trincee a fargli notare la vulnerabilità degli orologi da polso alla polvere e all’umidità, che penetravano principalmente attraverso la corona di carica. La sua mente ingegnosa iniziò a elaborare una soluzione che potesse eliminare del tutto la necessità di una corona per la ricarica manuale.
La leggenda narra che l’ispirazione decisiva gli sia venuta osservando dei bambini giocare su un’altalena. Harwood immaginò un peso oscillante all’interno dell’orologio che, mosso dai naturali movimenti del braccio di chi lo indossava, potesse accumulare energia e caricare la molla motrice. Nacque così l’idea del suo sistema “a martelletto” (o “bumper”).
La Rivoluzione del “Bumper”
Dopo anni di lavoro nel suo laboratorio sull’Isola di Man, Harwood perfezionò il suo meccanismo. A differenza dei successivi sistemi con rotore a 360 gradi, il suo design prevedeva un peso semicircolare che oscillava avanti e indietro per circa 270 gradi, urtando contro due piccoli respingenti a molla (da cui il nome “bumper”) che ne invertivano la corsa. Questo movimento era sufficiente per fornire all’orologio un’autonomia di circa 12 ore a piena carica.
Per risolvere il problema della messa in ora, eliminata la corona tradizionale, Harwood ideò un altro sistema ingegnoso: la regolazione delle lancette avveniva ruotando la lunetta dell’orologio. Un piccolo indicatore rosso visibile attraverso un’apertura sul quadrante segnalava quando il meccanismo era in modalità di regolazione.
Con il suo progetto completato, Harwood ottenne il brevetto svizzero per la sua invenzione il 16 ottobre 1923. Per trasformare il prototipo in un prodotto commerciale, si associò con i produttori di movimenti svizzeri A. Schild SA (ASSA) e Fortis. Nel 1926, la Harwood Self-Winding Watch Company fu fondata e, alla Fiera di Basilea dello stesso anno, vennero presentati i primi orologi da polso automatici Harwood, riscuotendo un immediato successo.
L’orologio Harwood non era solo una prodezza tecnica, ma un oggetto elegante e futuristico per l’epoca, privo di quella corona che per secoli aveva definito l’interazione con l’orologio. Per un breve periodo, fu il vertice della tecnologia orologiera.
Un primato di breve durata
Tuttavia, la fortuna della sua azienda fu di breve durata. Il crollo di Wall Street del 1929 e la conseguente Grande Depressione colpirono duramente il mercato dei beni di lusso. A questo si aggiunse, nel 1931, l’introduzione da parte di Rolex del sistema “Perpetual”, dotato di un rotore centrale in grado di ruotare a 360 gradi, un meccanismo più efficiente che divenne rapidamente lo standard del settore. La Harwood Self-Winding Watch Company fu costretta a chiudere i battenti.
Nonostante la sfortunata fine della sua impresa commerciale, il contributo di John Harwood all’orologeria è fondamentale. Ha risolto un problema reale, ha aperto la strada a una nuova categoria di orologi e ha dimostrato che la comodità di un segnatempo che si alimenta da solo non era un sogno, ma una realtà possibile. Morì nel 1964, ma la sua eredità oscilla silenziosamente in milioni di orologi automatici indossati ogni giorno in tutto il mondo, testimoni silenziosi del genio dell’uomo che ha insegnato al tempo a caricarsi da sé.
